NECROLOGI
Ricordiamo chi non c'è più
La Comunità di Neresine porge sentite condoglianze ai loro famigliari ed amici

"Ogni morte d’uomo mi riduce, perché io faccio parte dell’umanità.
E, dunque, non chiedere mai per chi suona la campana. Essa suona per te.
Ernest Hemingway

La campana della chiesetta di S. Maria Maddalena

Immacolata -Imi-Canaletti Olovini
Giuseppe (Bepi) Rocchi



Immacolata-Imi-Canaletti Olovini

Il 21 gennaio 2018 al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma ha terminato la sua vita terrena la nostra carissima Immacolata-Imi-Canaletti Olovini, di 96 anni appena compiuti.
Una persona dolcissima che ho avuto la fortuna di conoscere a Neresine tanti anni fa come vicina di casa dove veniva dalla Mamma con la figlia Maria e i nipoti, ma in lunghissimi anni di rapporti telefonici la nostra amicizia è cresciuta legandoci con un profondo affetto, soprattutto nel ricordo del nostro Paese a cui era legatissima.
La vita per lei è stata particolarmente difficile e dolorosa: sposa, madre e vedova nello stesso anno, in tempo di guerra; poi, sola, esule a Roma con la sua Piccola, ha lavorato alla Casa della Bambina Giuliano-Dalmata, occupandosi con tenerezza di mamma delle piccole ospiti che ricordava, e la ricordavano, con affetto anche dopo tanti anni!
Anche in tarda età i dolori l’hanno provata, soprattutto la morte della figlia Maria ma l’amore e la vicinanza dei nipoti Andreina e Domenico con gli adorati pronipoti, e sostenuta da una grande fede, ha potuto vivere serenamente i suoi ultimi anni.
Ma il suo cuore è sempre rimasto a Neresine, nella sua casa, anche quando non poteva più tornare e questo amore ci ha accomunato tanto: per molti anni ho potuto prestarle i miei occhi per farle seguire ogni novità e ne parlavamo poi al telefono commentando le tante fotografie che le mandavo e che conservava negli album!
E preziosi erano per me i suoi ricordi personali della giovinezza, il racconto delle usanze e delle feste paesane, delle processioni e dei canti, religiosi e non, che mi cantava con voce ferma e gioiosa, dei tanti episodi simpatici accaduti al Paese, delle vecchie ricette e dei modi di dire, delle persone care e amiche che ancora potevo salutare per lei e dei moltissimi a cui portare il suo pensiero al nostro Cimitero in riva al mare ( …e qui la sua voce si riempiva di lacrime! )
Da sempre, fin dalla giovinezza, metteva per iscritto i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi dolori…..con una sensibilità speciale, e li ricordava a memoria e me ne faceva qualche volta dono – magari per lettera - , anche se li riteneva cosa privatissima e di poco valore!
Carissima Imi, mi mancano tanto le tue telefonate,la tua voce dolce e affettuosa, le tue testimonianze, il tuo affetto, il tuo Amore per Neresine …..ma sempre continuerò a guardare il nostro Paese come se tu fossi accanto a me …perché, ne sono sicura, tu ora sei finalmente tornata LA’ !!!
Scritto da Giuliana Andricci Pocorni



Durante la sua gioventù ha lasciato la sua isola, affrontando la burrasca dell’esodo e ha poi lavorato sempre, viaggiando instancabilmente tra navi e porti. Ha trovato l’amore e ha alzato le vele per costruire una famiglia, vedendo nascere figli e nipoti, credendo nell’onestà e nella rettitudine, lasciando spazio alle onde dell’allegria e dello stare insieme in buona compagnia.
Il suo modo di imporsi nascondeva fragilità e umane paure ma ci ha insegnato e raccontato le sue esperienze di vita perché non dimenticassimo da dove veniamo.
Ora che il nostro papà ha lasciato il timone e la bora è solo un respiro lontano che sa di mare e di salvia, siamo grati al Signore per il dono della Fede, per l’amore della famiglia e la dedizione della nostra mamma che si è presa cura di lui per tutta la sua lunga vita e l’ha custodito con la sua fedeltà, la sua forza e le sue mani generose.



Flavio ASTA
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